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Cosa è kanban?

24 giugno 2009

kanban

Tutte le persone che si occupano di qualità e lean avranno sentito parlare di kanban. Qui vediamo cosa è questo strumento tanto vastamente utilizzato e a cosa serve.

Kan (看 o カン) significa “visuale”, Ban (板 o バン) significa “segnale” o “tabellone”. In pratica dunque, tradotto letteralmente, è un segnale visuale. Ma cosa viene segnalato?

Kanban è un segnale per iniziare una azione. Questa azione può essere il bisogno di un particolare materiale/prodotto, può essere un segnale visuale per richiedere l’assistenza o informazione. Quello che è importante è che il segnale viene sempre fatto in maniera visuale e con procedure concordate e standardizzate in risposta ad esso. In che forma possono essere i kanban? Possono essere in una forma qualsiasi: un cartellino (kanban tradizionale), in forma di contenitori (pieni o vuoti), in forma di spazio riempito o non per terra, in forma di una richiesta digitale (e-kanban) per fornitura del materiale ecc. Può essere in qualsiasi forma visuale immaginabile che segnali, in modo inequivocabile e comprensibile da tutti, il bisogno di una azione (fornitura, assistenza, informazione). Tutte le necessità di comunicazione all’interno di un processo, tra le attività a valle e le attività a monte, possono essere definite con un kanban. Ma devono essere definite da parte di chi opera il processo e lo conosce in profondità, che sono le uniche persone in grado di capire il modo più efficace di implementarlo.

Lo scopo del kanban cosa è? E’ di segnalare all’attività a monte che l’attività a valle sta facendo una determinata azione (uso del prodotto o informazione, richiede assistenza ecc.) e che questa azione nell’attività a monte deve provocare una ben concordata reazione (ripristino del prodotto prelevato, fornitura dell’informazione o dell’assistenza ecc.).

Kanban classico nel processo produttivo funziona generalmente in seguente modo: ci sono tre contenitori, ognuno dotato del proprio cartellino indicante le informazioni del prodotto da gestire: uno per il punto di domanda, uno per il supermarket e uno per il magazzino. Quando il contenitore nel punto di domanda si svuota, ossia quando c’è bisogno di pezzi, questo contenitore vuoto e il suo cartellino vengono ritornati al supermarket che lo sostituisce con il contenitore pieno. Poi il supermarket invia il contenitore vuoto appena ricevuto insieme al suo cartellino al magazzino per il ripristino della quantità usata. Il magazzino si prende il contenitore vuoto e lo sostituisce con il contenitore pieno e lo reinvia al supermarket, chiudendo così il ciclo.

Per farlo funzionare in maniera efficace, è necessario seguire le sei regole fondamentali del kanban:

  1. nessun particolare difettoso non può essere inviato all’attività a valle
  2. il processo a valle viene a ritirare solo quello di cui ha bisogno e nulla di più
  3. l’attività a monte deve produrre solo ed esclusivamente la quantità esatta ritirata dall’attività a valle
  4. la produzione deve essere bilanciata
  5. il kanban è il mezzo per ottenere una gestione particolareggiata
  6. stabilizzare e razionalizzare i processi

Ci sono poi varie tipi di kanban che non andrò ad esaminare in questo post, ma che potranno essere l’argomento dei post futuri.

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