Ho trovato questa frase sul blog di DailyKaizen, in un articolo ospite di Connor Shea:
“Fare tirannia per le urgenze è più semplice che fare il lavoro a valore aggiunto. Il lavoro a valore aggiunto prende tanto tempo, porta poco clamore e spesso non è così importante al mio capo come la crisi del giorno…”
Avevo già parlato di questo tema in un articolo precedente.
Ogni giorno nella nostra vita lavorativa dobbiamo affrontare le urgenze di vario tipo. La domanda è: quando avete un’urgenza nella vostra azienda, come la gestite? Quando il vostro capo vi dice di fare una cosa, interrompete tutto quello che state facendo e vi dedicate esclusivamente a fare questo lavoro? Penso che nel 99,9% dei casi la soluzione applicata è l’ultima… Tutti i capi, in tutti i posti di lavoro, sono lì per chiedere delle urgenze, per sottoporre le persone alla pressione di una urgenza immancabile.
Ma è una soluzione che, se non pianificata bene (quasi sempre…), non porta a nessun vantaggio a lungo termine per l’azienda.
Spegnere il fuoco può portare ad un vantaggio a brevissimo termine, ma poi bisogna studiare la situazione, capire il perché il fuoco si è acceso, perché non c’era uno standard che definiva l’urgenza che è capitata. E sono i capi in prima linea, quelli che fanno partire l’urgenza, che dovrebbero chiedere di fare questa analisi. Purtroppo, non sempre è così (anzì, quasi mai è così…). Una volta capita la situazione, bisogna trovare le contromisure per prevenire lo stesso tipo di urgenza in futuro, bisogna modificare lo standard attuale in modo tale che incorpori le misure urgenti applicate (se erano a valore aggiunto…).
Solo in questo modo le urgenze vengono gestite in maniera efficace ed efficiente. E man mano che il tempo passa, diventano sempre più rare e il lavoro diventa più uniforme e senza disturbi. Il lavoro diventa sempre più a valore aggiunto e sempre meno la lotta con il fuoco.
Se invece questa analisi non viene fatta, il vostro lavoro sarà sempre quello dei pompieri che devono spegnere i fuochi giorno per giorno… Ed è esattamente quello che viene fatto nella gran maggioranza delle aziende italiane…
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