
Oggi, un diverso tipo di post.
Come avete potuto notare già da qualche settimana nella barra destra del blog in basso, c’era il logo di Blog Action Day 2009 e con questo post volevo unirmi a moltissimi blogger nel mondo che partecipano a questa iniziativa, cui argomento di quest’anno è il Cambiamento Climatico del nostro pianeta. Potete vedere il video dell’iniziativa qui sotto.
Perché ho deciso di partecipare a questa iniziativa? Perché credo che, facendo ognuno di noi il suo piccolo contributo, possiamo interrompere (o almeno rallentare…) i cambiamenti repentini ambientali che stanno distruggendo il nostro pianeta. Negli anni scorsi questa iniziativa ha portato alla luce per un giorno gli argomenti importantissimi quali Ambiente e Povertà, con idee formidabili da parte dei vari blogger in giro per il mondo per le pratiche sostenibili per aiutare il prossimo.
Il cambiamento climatico è una minaccia per tutti, che può provocare fame, alluvioni, guerre e milioni di rifugiati. Cosa sono i cambiamenti climatici? Sono le variazioni a livello globale del clima della Terra (cambiamento dei valori medi o delle variazioni rispetto la media). Essi si producono a diverse scale temporali su tutti i parametri meteorologici: temperature massima e minima, precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani… Sono dovuti a cause naturali e, negli ultimi secoli, si ritiene anche all’azione dell’uomo le cui influenze sul clima sono causa di dibattito scientifico.
Quelli prodotti dall’uomo vengono chiamati cambiamenti climatici antropogenici.
L’influenza dell’uomo iniziò con la deforestazione dei boschi per convertirli in terre coltivabili e in pascoli, e ha portato a grandi emissioni di gas serra: CO2 dalle industrie e dai mezzi di trasporto e metano negli allevamenti intensivi e nelle risaie. Attualmente sia le emissioni di gas sia la deforestazione sono cresciute fino a un livello per cui pare difficile la loro riduzione nel breve o nel medio periodo, per le implicazioni tecniche ed economiche delle attività coinvolte. L’attività umana ha in questo modo intensificato l’effetto serra naturale, contribuendo in maniera marcata al Riscaldamento globale.
Oltre che aumentando l’effetto serra, l’uomo ha apportato e apporta sempre più grandi quantità di calore in eccesso rispetto all’equilibrio termico naturale. Attualmente il consumo energetico dell’umanità ammonta a 400 Esajoule, dello stesso ordine di grandezza di tutta l’energia solare assorbita dalla fotosintesi clorofilliana. E tutta l’energia prodotta si trasforma, in parte prima dell’utilizzo, e totalmente dopo l’utilizzazione, in calore per il secondo principio della termodinamica (es. il surriscaldamento del motore dell’automobile, il calore dei fumi di riscaldamento delle case e delle centrali a combustibile fossile o nucleare), alterando l’equilibrio termico naturale della superficie planetaria e aumentando progressivamente le temperature. L’uomo sta scaldando direttamente la superficie planetaria. È per questo che l’emisfero nord, più antropizzato e dove si concentrano i consumi energetici, ha inverni mediamente più caldi di 5° C rispetto al secolo scorso mentre nell’emisfero sud l’aumento è di soli 2° C.
Combustibili fossili, energia nucleare e anche l’energia da geotermia profonda forzata aggiungono calore in eccesso all’atmosfera. Viceversa sono poco climalteranti le energie rinnovabili quali le energie idrica, eolica, geotermica da sfruttamento di affioramenti energetici naturali, geotermica superficiale a sonde, da correnti marine e da maree, e soprattutto non è climalterante l’energia solare, disponibile in quantità infinita, che è prodotta intercettando la radiazione solare prima che essa riscaldi la superficie planetaria, e quindi senza modificare l’equilibrio termico naturale.
Per combattere il riscaldamento climatico, oltre alla primaria ottimizzazione dei consumi energetici con l’eliminazione degli sprechi e l’efficientizzazione degli utilizzi, occorre attuare rapidamente la conversione alle forme di energia sopra indicate che non alterano l’equilibrio termico naturale della superficie del pianeta. Per fortuna, i provvedimenti per contenere l’effetto serra (ottimizzazione dei consumi, diminuzione di ricorso ai combustibili fossili) coincidono in gran parte con quelli per diminuire la produzione di calore in eccesso, a parte i casi dell’energia nucleare e di quella geotermica forzata, che contribuiscono all’aumento di calore oltre all’equilibrio naturale, senza produzione di gas serra.
Per questo motivo il movimento lean non deve essere rivolto solo al miglioramento delle condizioni interne nelle organizzazioni ma deve mirare anche all’esterno, ad essere GREEN oltre a LEAN. Green Thinking e Lean Thinking devono viaggiare mano in mano, in parallelo. Perché le emissioni varie in atmosfera, pur piccole che siano, fanno il loro contributo nel rovinare il pianeta. E diminuendo queste e usando le fonti di energia rinnovabile possiamo almeno rallentare questo processo.
Quindi, imprenditori, iniziate a pensare in verde! Trovate le soluzioni che vi permettano di diminuire i vostri sprechi ma allo stesso tempo migliorano l’ambiente nel quale viviamo tutti.
Vi dò alcuni link (solo un piccolo estratto…) agli articoli molto green oriented del mondo lean, per la vostra riflessione:
- Important Lessons in Kaizen From a Different Kind of Map del blog Gemba Panta Rei (traduzione automatica)
- Lean, Green and Safe dal blog The LEANing Post (traduzione automatica)
- Google, sempre più green dal nostro blog… E altri nostri articoli con il tag ambiente
- Le iniziative di Google in vista di Copenhagen dal blog greencity.it
- Amazon’s “Frustration Free” Packaging is Lean and Green dal LeanBlog (traduzione automatica)
- Google Earth simula i cambiamenti climatici fino al 2100 dal onegreentech.it
Se qualcuno vuole dare il suo contributo o qualche esempio (anche piccolissimo e all’apparenza insignificante…) o qualche link alle iniziative green, è libero di lasciarlo nei commenti.
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Un post molto bello che condivido in pieno e che linkerò nel mio blog come contributo al Blog Action Day.