
Settimana scorsa ho parlato della certificazione lean. Nei commenti Stefano ha fatto una osservazione giustissima che oggi vorrei approfondire:
La certificazone dei sistemi qualità iso/9000 sono il triste esempio di come la certificazione non si sposi con profittabilità (che poi è il motivo per cui esistono le aziende). Sono molti infatti le aziende che in questi anni hanno chiuso pur essendo certificate.
Ma si sa! Abbiamo tutti bisogno del pezzo di carta.
Partiamo dall’inizio: Cosa è la certificazione della qualità? E’ la certificazione emessa da un convalidato ente, esterno all’organizzazione, che certifica che il sistema di gestione di detta organizzazione soddisfi i requisiti imposti dalla normativa ISO 9001.
Non vado nel particolare dei requisiti, vi elenco solo i concetti fondamentali della normativa: gestione per processi, soddisfazione clienti, miglioramento continuo (PDCA) e molti altri…
Sono tutti concetti in linea con il lean thinking. Allora perché le organizzazioni non ne approfittano della certificazione e fanno una trasformazione lean mentre si stanno certificando? Perché i concetti della normativa SEMBRANO in linea con il lean thinking, ma effettivamente NON IMPONGONO il lean thinking alle aziende:
- per la gestione dei processi basta che i processi siano definiti ma non viene specificato che questi stessi processi devono essere tra di loro collegati in un processo unico di gestione
- la valutazione della soddisfazione dei clienti può essere fatta anche attraverso dei questionari (…) senza andare a capire i veri bisogni del cliente e senza neanche doverlo conoscere…
- il miglioramento continuo per la normativa deve soddisfare la FORMA (azioni correttive, preventive, gestione non conformità sulla carta) ma senza necessariamente andare ad addentrarsi nella SOSTANZA (capacità di problem solving delle persone, vera applicazione del ciclo PDCA)
Quindi, una certificazione ISO 9001 può essere ottenuta anche senza toccare con mano i veri benefici che ne possono derivare, ossia soltanto costruendo un castello di carta che serve solo all’ente certificatore per dimostrare la conformità del sistema. E si sa, per i castelli di carta basta fare un forte soffio e questo crolla… E nel 99% delle aziende lo scopo primario è questo, ossia avere quel pezzo di carta per potersi dimostrare buoni e bravi ai propri clienti, fornitori ecc… Una motivazione esterna che non ha alcun valore interno all’organizzazione stessa, per la sua cultura e per le persone che ci vivono e lavorano…
Il lean thinking applicato in maniera efficace (avvicinamento ad un obiettivo) ed efficiente (l’esecuzione di un determinato compito in maniera più economica possibile) porta sicuramente ad un miglioramento della profittabilità dell’azienda, esattamente ciò che non è garantito dalla certificazione ISO, se fatta con il solo scopo di avere il foglio di carta…
Io preferisco sempre avere a che fare con le aziende non certificate ma nei quali la cultura per il miglioramento dei processi, del miglioramento continuo e della soddisfazione dei clienti sia la loro forza trainante. Dove le persone sono formate per risolvere i problemi, rispettate e contente di contribuire, e non vengono accusate da nessuno se commettono degli errori. Le aziende lean insomma…
Purtroppo ce ne sono poche in giro in Italia e finché questa cultura aziendale non andrà a penetrare maggiormente il nostro territorio, avremo sempre a che fare con le aziende certificate che falliscono…
La soluzione potrebbe arrivare anche dalla International Organization for Standardization (ISO) che potrebbe imporre nella normativa determinati aspetti di lean thinking, ma per ora di questo movimento non c’è alcuna traccia, e la normativa ISO 9001:2008 né è una dimostrazione: solo cambiamento di alcuni punti poco significativi e nessun cambiamento radicale… Per il resto, perché andare incontro alle grosse multinazionali…?
Quindi la strada per chi vuole veramente fare eccellenza produttiva e organizzazionale non è di certificarsi con ISO 9001, ma è quella di seguire altri modelli ben descritti nella letteratura e nella realtà delle organizzazioni, che prima pensano di sistemare ed ottimizzare la sostanza (e non la forma…) dei loro processi interni e poi, se lo vogliono, vanno a fare il foglio di carta che rispecchia questa sostanza che hanno creato…
Quanto pensate ci abbia messo Toyota a fare la certificazione ISO 9001? Tempo per scrivere il manuale, tutto il resto c’era già…
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Ciao. Quello che dici è vero e ne abbiamo parlato proprio questa mattina anche sul nostro forum.
La ISO 9001 garantisce che un sistema funzioni ma non garantisce che questo sistema origini qualcosa di positivo (un prodotto o un servizio che soddisfi, ad esempio, le necessità del mercato).
Questa, però, non è nemmeno la sua funzione, trattandosi di una certificazione di sistema e non di prodotto.
Dobbiamo stare attenti a non avere aspettative diverse rispetto a quello che la 9001 ci può dare.
Quello che molte aziende non hanno ancora compreso in Italia è che i requisiti della ISO 9001 sono solo l’\ABC\, l’inizio del nostro percorso verso la Qualità. Subito dopo abbiamo la ISO 9004 che, come è ben specificato nel testo, serve a fare il famoso passo in più, ad evolvere il proprio sistema, a migliorarlo, a restare sul mercato.
La Produzione snella, il Six Sigma, l’EFQM, ecc. sono tutti strumenti e metodologie da adottare senza integralismo e con un occhio alla nostra realtà e ai nostri bisogni.
Il dramma dell’Italia è che molti RGQ e altrettanti consulenti nemmeno conoscono i contenuti delle altre due norme che costituiscono la famiglia ISO 9000 (la ISO 9000 e la ISO 9004). Si accontentano della ISO 9001 che ormai non può e non deve bastare, soprattutto in un momento di crisi come questo.
Ma la colpa non è della norma. E’ nostra.
I principi, sviluppati singolarmente da altre metodologie e da altri sistemi, ci sono già tutti nella 9004. Basta saperli vedere e sviluppare. Una lean manufacturing senza delle procedure chiare, ad esempio, è impossibile e questo per primo l’ha detto la ISO 9001.
Ma sappiamo che stiamo parlando di Qualità nel nostro Paese e che il panorama è sconfortante anche grazie agli esperti del settore che, piuttosto che puntare sul semplice buon senso (come si fa in Toyota), propagandano l’ultimo ritrovato americano e confondono ancora di più i nostri imprenditori, già parecchio confusi di loro.
Ciao!
Grazie come al solito per il prezioso contributo…
Lo scopo del mio articolo era quello di far capire l’inutilità della certificazione del sistema qualità quando l’unica cosa che si vuole ottenere dallo stesso è il famoso foglio di carta.
Chiaramente conosco la ISO 9004 e so che ciò che è scritto in questa normativa spiega quale potrebbe essere la strada verso l’eccellenza, ma il problema è che questa normativa non solo non è utilizzata da nessuno (in quanto tutti hanno bisogno del foglio di carta…) ma non è neanche certificabile… E non so neanche se sarebbe un bene averla certificabile: non so se ti ricordi prima del 2000 c’erano degli appalti pubblici dove venivano favorite le aziende certificate ISO 9002 o 9003 rispetto a quelle certificate 9001… L’ignoranza spesso non ha limiti…
E chi vuole ottenere solo il foglio di carta, pensi che abbia mai aperto o anche visto la 9004?
Io qui e tu su QualitiAmo cerchiamo di portare la cultura dell’eccellenza almeno nella testa delle persone, di dargli un esempio di cosa può essere fatto, poi sta a loro decidere di imbarcarsi su una strada o l’altra.
Passo più tardi anche sul vostro forum a farvi un saluto!
Ciao!
Come al solito è chi recepisce lo strumento che sbaglia, non è lo strumento ad essere sbagliato. Infatti all’estero le aziende certificate hanno un’altra serietà rispetto a molte delle nostre che, come sottolinei tu, sono solo interessate al “pezzo di carta”. E’ tutto il sistema italiano della certificazione ad essere sbagliato, purtroppo.
Tutto quello che hai detto è giustissimo ma c’è il rischio di far passare il messaggio che le ISO 900o da sole non servano. Non è così.
Sarebbe come dire che la laurea non serve solo perché un laureato è bravo nel fare il suo mestiere e un altro che ha la stessa laurea è un incapace.
La famiglia delle ISO 9000 dà l’input. A noi tocca coglierlo, recepirlo e, per migliorare, integrarlo applicando le metodologie e gli strumenti necessari. Ma il germe, anche quello lean, è già nella 9004.
Ti aspettiamo su QualitiAmo. Ciao!
Anch’io non metto in dubbio la certificazione di qualità e la considero un punto di partenza di lean thinking, ma solo se applicata con il desiderio di migliorare ed eccellere nel mercato e non solo ottenere il foglio di carta…
Ci vediamo dopo!
io vado oltre, le cose si fanno perchè servono,non perchè sono imposte.
LE NORME SONO UN AIUTO, NON UN FINE.
Anche il LEAN THINKING a volte può creare confusione,perchà a prima vista si pensa sia una cosa particolare.
LEAN cosa significa ? SNELLO. ESSENZIALE.
noi dobbiamo pensare in questo MODO, ESSENZIALE per essere Organizzati,per saper REAGIRE agli imprevisti,per sopravvivere in un mondo in evoluzione continua. Il MERCATO detta le leggi.
Anche lo stesso WAKAMATSU, di toyota, nell’ultimo convegno di Padova(8.ottobre scorso) ha concluso la sua relazione sostendo la necessità di un ritorno alle origini,alle cose semplici,per stare nel mercato,con pragmatismo.
CONCLUDO, noi siamo Italiani, ci portiamo una cultura restia al cambiamento,ma che si deve confrontare con un mondo aperto.
Mi piace il taglio organizzativo di Encob e della cultura organizzativa che vuole portare
Ernesto
Infatti il mio blog vuole aprire gli occhi agli imprenditori su un
diverso modo di osservare la loro azienda, di vedere i propri processi e di conseguenza di migliorarli. Sia se la qualità o altro siano certificati o meno…
Come già detto in passato, il lean thinking si applica anche alla singola persona e non solo alle aziende, quindi nella nostra vita quotidiana possiamo usufruire dei suoi concetti, perché sono concetti di comune buon senso ed osservazione della realtà e natura che ci circonda.
Esattamente quello che manca nelle aziende che guardano solo il profitto a breve termine, come fregare il prossimo, come ottenere un foglio di carta con minimo sforzo…
Questa cultura non porta lontano e se non iniziamo ad essere un pò più orientali o anglo-sassoni, tutta la nostra società avrà tempi molto duri davanti…
Cultura BIZANTINA,Cultura ANGLO SASSONE E Cultura ORIENTALE a confronto in un mondo OPEN, questo è il problema !
TUTTO parte dal concilio di Trento, ma questè un discorso troppo ampio da affrontare in questa sede
Riscopriamo dunque il NOSTRO DNA, il DNA DI CESARE !
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