Questa settimana ho parlato della quarta fase fondamentale di lean thinking: Creazione del sistema a trazione (pull).
Racchiude un breve riassunto degli articoli che ho pubblicato su questo blog con le indicazioni e collegamenti verso di essi.
Dateci un occhiata…
Altri articoli molto interessanti che ho trovato:
- Una pillola ci salverà? Un brillante articolo della dott.ssa Paola Salazar presso Postilla che parla della Generazione Y, dei ragazzi che iniziano oggi la loro esperienza nel mondo del lavoro che, per tenersi stimolati, usano qualsiasi tipo di farmaco che (teoricamente) aumenta il loro rendimento, la loro percezione ecc. I giovani degli anni 80, come sottolinea la dottoressa, “sono ipertecnologici, ma anche poco propensi al sacrificio rispetto ai loro padri. I giovani, in base ai risultati della ricerca, non riescono ad avere una visione sul lungo periodo ma vogliono risposte immediate in termini di crescita e sviluppo professionale“. Inoltre “un altro fattore che caratterizza questa generazione e che la rende unica: la forte propensione alla creatività, intesa in senso ampio. I giovani della Generazione Y vogliono dal lavoro quegli stimoli che sono essenziali per la loro crescita umana e per il loro benessere. In una parola “flessibilità” intesa come la possibilità di creare il proprio spazio di lavoro e il proprio ruolo nell’organizzazione, senza rinunciare ai progetti e agli interessi personali“, “la chiave per comprendere la nuova geografia economica della creatività e i suoi effetti sui risultati economici è racchiusa nelle tre T dello sviluppo: Tecnologia, Talento, Tolleranza. Ciascuna di esse è indispensabile, ma da sola non sufficiente: per potere attrarre persone creative, generare innovazione e stimolare lo sviluppo, un luogo deve possederle tutte e tre“. Poi viene anche fatto riferimento al libro “Ma gli scimpanzé sognano le persone?” di Jacob Burak (fondatore di EverGreen) dove, “con molta ironia e semplicità affronta il rapporto fra le realtà finanziarie e l’etologia umana e animale, analizza fattori come fortuna, paura e desiderio di serenità, confuta in modo inequivocabile svariati cliché del mondo degli affari“, e insegna “Partendo dal presupposto che il nostro comportamento, tanto in campo economico quanto nella sfera personale, è influenzato da fattori genetici e di tipo sociale che ci accomunano ai nostri cugini primati, ci insegna a superare le difficoltà professionali e della vita quotidiana, a prendere realmente coscienza di alcune piccole e grandi scelte in grado di cambiare la nostra esistenza, a individuare un personale percorso verso la felicità“. E come conclude la dottoressa: “non è nell’accrescimento cognitivo provocato dall’Adderal e da altri farmaci similari che sta il segreto del successo per le nuove generazioni, ma nel potenziale creativo che esse si portano dietro come inestimabile e nuovo bagaglio genetico“. Fantastica! Racchiude anche l’essenza di lean thinking: sviluppare la sana creatività delle persone, imparare ad osservare la realtà, per garantire i risultati a lungo termine che saranno quelli che aiuteranno la nostra società negli anni a venire e non andando a rovinare le nostre vite con psicofarmaci o simili che possono portare le persone solo alla rovina…
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