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I controlli visuali sono la base del lean thinking.
Il bambino, quando nasce, non sa da subito scrivere, parlare e calcolare, ma di istinto sa osservare il mondo intorno a sé e interpretarlo visualmente.
E man mano che cresce, questa sua capacità di interpretazione visuale del mondo intorno sparisce, sostituita dalla capacità di scrivere, calcolare. Ma secondo me questo non è un bene.
Perché quando ci troviamo davanti a un documento con 20 pagine di testo ed equazioni che vediamo per la prima volta, siamo in grossa difficoltà ad interpretarle velocemente e con garanzia di successo. Ma è proprio questo che ci capita nella nostra vita lavorativa. E dobbiamo perdere ore a leggere e capire queste equazioni, per entrare nella sostanza della questione che stiamo esaminando.
Le organizzazioni lean invece la pensano diversamente. In queste organizzazioni uno dei strumenti fondamentali è cosiddetto genchi genbutsu (andare a vedere il problema di persona). Potete leggere alcuni articoli sul tema qui e qui.
Cosa vuol dire andare a vedere? Significa accertarsi visualmente della situazione e delle condizioni reali. Non fogli di carta pieni di testo ed equazioni. Solo vedere con i propri occhi.
Poi, una volta accertatosi della situazione e del problema reale, le organizzazioni lean ti fanno risolvere questo problema, spesso attraverso l’utilizzo di uno strumento che si chiama A3. Questo è un foglio di carta formato A3 nel quale viene rappresentato il problema e il corso della sua soluzione con un metodo strutturato che segue il ciclo scientifico PDCA. Ma non è questo il punto. Il vero segreto dell’efficacia dello strumento A3 sta nella descrizione visuale del problema: vengono spesso usati grafici, diagrammi di correlazione, mappe di flusso di valore, tabelle, nelle quali vengono inseriti i dati elaborati in modo tale che diano una rappresentazione visiva e immediata del problema e delle sue cause.
Andiamo oltre: negli stabilimenti lean, il lavoro da svolgere è standardizzato, e questo standard comprende anche lo standard visuale del posto di lavoro. Ogni postazione di lavoro ha la descrizione visuale dello standard e del lavoro da svolgere, si sa visualmente quando bisogna produrre (kanban), cosa bisogna produrre, in quale quantità, quale è il risultato atteso, quali sono i magazzini ammessi, chi è il cliente, chi è il fornitore, l’andamento rispetto al programma in tempo reale ecc ecc. Lo standard include tutte queste cose, e sono tutte definite in maniera visuale, in modo che chiunque venga ad esaminare il posto di lavoro con un’occhiata esperta riesce a dire se il processo sta andando come programmato o ci sono dei problemi.
Quindi, il lean thinking e il pensiero visuale vanno molto bene uno con l’altro. E lo sviluppo delle persone in una azienda lean non può essere considerato fatto senza che le persone imparino (meglio dire recuperino il loro istinto da bambini…) a pensare e ragionare in maniera visuale.
Per aiutarci nel far diventare visuale il nostro posto di lavoro, il nostro stabilimento, oppure per descrivere dei concetti o prodotti ai nostri clienti o fornitori, ci possono tornare molto utili alcuni strumenti per il pensiero visuale che troviamo in rete. Due di questi sono: XPLANE e GAPMINDER.
Vi invito a darci un’occhiata, meritano…
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