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Come riorganizzare un magazzino con RFID?

12 marzo 2012

Qualche giorno fa Jacopo mi ha chiesto, tramite il form Contatti, la seguente:

Abbiamo sviluppato concetti Lean nell’azienda introducendo takt time, linea a flusso tirato, supermarket pull system e lean supply chain (principalmente tramite kanban con fonritori). Adesso dobbiamo passare alla riorganizzazione del magazzino centrale, con l’obiettivo di implementare un sistema di locations con uso di sistema a radio frequenza. Consigli su alcuni strumenti da utilizzare?

Dopo aver chiesto qualche chiarimento in più, la mia risposta è stata la seguente:

La mia idea è: avete una superficie enorme a disposizione, e se si organizza il magazzino in maniera appropriata questa superficie diminuisce di molto… Ma la soluzione in questa fase non è quella di buttare subito la tecnologia su qualcosa che non è ancora stato definito come processo e condiviso da tutti. Prima bisogna fare questo passaggio, diciamo “manuale”, che vi permette di capire la situazione e di come la gestirete. La tecnologia da sola non ha mai risolto un problema del processo che non funziona, e non riuscirà mai a farlo.

Primo passo quindi è di definire, all’interno della vostra azienda, come volete che il magazzino sia organizzato e di condividere questa decisione tra tutti. Ciò comporta la definizione di un sistema di indirizzi a tre dimensioni (riga, colonna, altezza…) per ciascun articolo che avete, poi dovete determinare le quantità da tenere, da dove arrivano e dove devono essere consegnati ecc (leggere l’articolo su Encob Blog che parla di PFEP). Prima di fare una implementazione definitiva dovete fare prove nelle aree più ristrette, magari sistemando un pezzo alla volta, provare che la vostra procedura funzioni (che non succederà mai da subito…) e eliminare gli sprechi da essa. Magari potete partire con i prodotti che girano di più e sistemare il magazzino in modo tale che da subito iniziate ad avere dei benefici del nuovo sistema.

Una volta che il sistema funzioni potete pensare ad applicare la tecnologia (RFID o altro) e l’automazione ad esso…

Come detto nella risposta, la tecnologia non risolve mai niente da sola. E’ la stessa cosa come quando acquistate un nuovo gestionale “superluccicante” e poi non siete soddisfatti con esso in quanto dovete perdere del tempo per impararlo in quanto troppo complesso oppure perché le operazioni semplici che prima vi portavano via 2 minuti manualmente adesso dovete farle con dei passaggi obbligati del programma e vi obbligano a farlo in 10 minuti.

La tecnologia che non supporta il processo non ha senso, anche se si tratta dell’ultimo dei progressi tecnologici disponibili sul mercato. Pensate ad esempio che volete portare nella vostra azienda la condivisione (yokoten) delle migliori pratiche tramite l’ultimo iPad. Possibilissimo, fighissimo ecc. Spesa relativamente limitata per acquistare gli strumenti. Tecnologia all’ultimo grido. Sembrerebbe tutto perfetto, giusto? Invece se non avete una app che permette questa condivisione, oppure se non avete la cultura e le procedure “manuali” di problem solving definiti nella vostra azienda per la condivisione, tutta questa tecnologia porterà solo ad una spesa negli strumenti all’ultimo grido che poi saranno utilizzati da alcuni dipendenti per navigare e giocare, quando lo scopo iniziale era quello di far crescere il know-how dell’azienda.

La stessa cosa succede nel caso descritto da Jacopo: applicare RFID o simili ad un processo non definito, porta solo ad un ulteriore aumento di complessità di una procedura già complessa e ingestibile. I vostri magazzinieri potrebbero anche incavolarsi… Definite prima come vorreste che sia la procedura (lo stato ideale), poi definite chiaramente come è che la procedura funzioni in questo momento (lo stato attuale), definite la differenza tra i due e poi stabilite dei passi semplici per portarvi dallo stato attuale verso lo stato ideale (colmare la differenza). Non fate però dei salti mortali impossibili: prima provate a farlo manualmente, vedete cosa funziona, cosa non funziona, eliminate le cose che non funzionane e tenetevi quelle che funzionano, poi andate avanti con lo stesso ciclo (PDCA). Piccole modifiche, ogni giorno, lavorando tutti insieme con l’obiettivo stato ideale da raggiungere.

Altre idee per aiutare Jacopo?

6 commenti

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Alessandro 13 marzo 2012

Quindi anche i grandi sbagliano?
TMI (Toyota Motor Italia) ha implementato RFID presso un mio cliente che da poco aveva imparato ad utilizzare la “proposta di riordino” dell’ERP. Tuttavia devo dirti che ha funzionato lo stesso.
La tecnologia non risolve mai niente da sola, ma a volte spinge verso il cambiamento di abitudini e modi di lavorare, non credi?
Grazie per il tuo blog… una fonte inesauribile di risorse interessanti.

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Dragan Bosnjak 13 marzo 2012

Grazie per i complimenti!
Si vede che nell’articolo non sono stato molto chiaro: non sono contrario alla tecnologia, anzi, tutt’altro…
L’unica cosa che sottolineo e’ il fatto di, prima di applicare la tecnologia bisogna conoscere il processo e sapere che utilizzo si potra’ fare della tecnologia che si sta applicando. La tecnologia deve servire il processo e le persone e non il viceversa, ossia che le persone ne diventano schiavi…

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Alessandro 14 marzo 2012

No no ti sei spiegato benissimo, e poi ti leggo da così tanto tempo che non avrei mai potuto pensare che fossi contrario alla tecnologia.

Ti ho segnalato la mia esperienza, perché pur essendo d’accordo con te sul fatto che i processi non vanno “discussi solo dall’alto” e che la tecnologia deve essere rilasciata al momento giusto (quando crea valore), devo ammettere che TMI pur avendo imposto RFID, è riuscita a farlo utilizzare a persone che hanno difficoltà ad aggiungere una somma su un foglio di calcolo.

Pertanto se prima avrei sottoscritto il tuo consiglio a Jacopo… oggi ho qualche dubbio in più.

Aggiungi a ciò il fatto che da un po’ di tempo lavoro con delle suite BPM, ed ho implementato alcuni processi presso clienti che, in prima battuta, erano la copia del processo manuale. La sola consapevolezza di essere “monitorati” in tutte le operazioni, ha indotto gli attori coinvolti ad un cambiamento negli atteggiamenti ed un miglioramento delle performance.

In sintesi: Scegliere il momento giusto in cui introdurre la tecnologia in un processo è sempre (+) difficile.

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Dragan Bosnjak 14 marzo 2012

Dipende tutto da quello che hanno visto in questo caso specifico, secondo me… Se, ad esempio, hanno visto che esisteva gia’ un processo manuale che funzionava (o anche un sistema di indirizzi che e’ gia’ applicato e funzionante…) allora l’applicazione di RFID sarebbe stata il logico passo successivo.
Dipende anche da come hanno visto gli operai, se erano capaci di capire e gestire il processo diverso oppure erano contrari a qualsiasi tipo di cambiamento.
Secondo me, avranno visto che le condizioni erano tali che questo passo poteva essere fatto in modo tale che porti ad un vero miglioramento del processo e quindi anche ad un vero miglioramento dell’azienda nel suo complesso.
Sono tutti dei piccoli fattori che un esperto esterno riesce a carpire e prendere la decisione appropriata per la situazione che si trova davanti.
Se la cosa e’ andata a buon fine e adesso funziona bene, vuol dire che le condizioni e il momento era giusto per fare questo passo…

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Fabio 19 marzo 2012

Dragan,

riusciresti a mettermi in contatto con Jacopo.
Nella mia azienda stiamo valutando di fare lo stesso passaggio, anche se abbiamo già 2 anni di esperienza sulla gestione di magazzino “manuale”.
Potrebbe essere una buona idea condividere le esperienze, e trarne spunti interessanti.

Complimenti per il blog… utilissimo e pieno di spunti sui quali lavorare.

Fabio

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Dragan Bosnjak 19 marzo 2012

Lo contatto e gli faccio notare il tuo commento, poi deciderà lui se contattarti ulteriormente…
Gli inoltro la tua email, poi fatemi sapere eventualmente come è andata… ;)

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