Da Lean Edge: Cosa oltre al metodo scientifico?

Su The Lean Edge è stata pubblicata una nuova domanda:

Noi impariamo a praticare lean e a prenderci responsabilità personale per risolvere i problemi usando il metodo scientifico. Quali altre cose dobbiamo fare per imparare come cooperare attraverso i vari reparti e funzioni aziendali?

Il metodo scientifico è fondamentale conoscenza per risolvere i problemi, e si tratta di una formazione sul campo obbligatoria per tutte le persone in un’azienda che abbia qualche pretesa di diventare lean.

Ma supponiamo che tutte le nostre persone sono bravissime a risolvere i problemi. I problemi vengono individuati, risolti e i processi relativi vengono migliorati. Cosa è che manca nel puzzle?

Chiaro, l’avete capito subito in quanto era nella domanda di sopra: la condivisione con tutti gli altri reparti che potrebbero avere lo stesso o un simile problema.

Cosa è condivisione?

Di questi tempi si parla molto della condivisione, grazie soprattutto ai social network, dove le persone condividono, con i loro amici e/o non, qualsiasi cosa che fanno durante la giornata. E lo fanno volentieri, anche se qualche volta questo potrebbe compromettere la loro stessa privacy. Si tratta in questo caso di un processo casuale, non strutturato. Pertanto non fa a caso nostro come condivisione sistemica di un problema e soluzione all’interno di un’azienda. Ma potrebbe essere utile per capire come convogliare le persone a volere condividere.

Mi spiego meglio. La condivisione sui social network ha due caratteristiche principali: la semplicità assoluta d’uso e la volontarietà da parte della persona a condividere.

Nella condivisione in azienda, che deve avere anche una dimensione sistemica, vi è quasi sempre uno di questi due fattori che manca. Ossia, o la condivisione è difficile e non si vuole perdere il tempo per cercare COME farla, e non esiste una soluzione sistemica semplice che ci permetta di farlo. In sostanza, bisogna sempre tribolare. La semplicità però è abbastanza semplice da risolvere: basta vedere le soluzioni applicate da altre parti, in altri ambiti, e un modo semplice ed efficace di condividere si trova. Bisogna volersi mettere a parlarne, ma si trova.

La parte più difficile è la volontarietà dell’azione. Questa non può essere insegnata, deve fare parte della cultura aziendale e deve essere ingranata nella cultura di tutte le persone. La volontarietà dell’azione da parte della persona deve essere costruita nel tempo, in maniera tale che la persona diventi fiera del lavoro che fa, che il suo lavoro gli piaccia un sacco, e che abbia voglia di condividere i suoi successi e anche errori con gli altri. Proprio come succede nei social network, dove certe persone sono felici di far vedere il loro bel piattone di spaghetti alle vongole a tutto il mondo… 😉 A loro piace l’idea di condividere, in quanto stanno godendo a fare la foto, per poi godere ancora di più a mangiarlo…

Lo stesso dovrebbe essere anche nelle aziende. Le persone dovrebbero essere talmente coinvolte e amare il loro lavoro da voler far vedere a tutto il mondo ciò che fanno e che problema hanno risolto oggi. Non semplice, ma neanche impossibile. Una volta che la sultura raggiunge il livello di un bel piatto di pasta, allora vuol dire che avete sia il processo semplice che volontario, e allora il vostro jokoten diventa una vostra arma letale per la vostra concorrenza.

Ci provate?

Autore

Ciao, sono Dragan Bosnjak e sono qui per guidarti nella scoperta del mondo di lean thinking!

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